OKINAWA: l’Isola dei Centenari
Il Giappone è la nazione più longeva con circa venti centenari ogni centomila abitanti.
Ma Okinawa è un’eccellenza a riguardo: situata tra il Giappone e Taiwan, nell’arcipelago Ryukyu, è l’area geografica più longeva al mondo:
- durata vita media: 81.2
- circa il 20% della popolazione è composto da centenari
- malattie cardiovascolari dell’80% inferiori rispetto all’America
- malattie tumorali del 40% inferiori rispetto al resto del mondo
- bassi livelli di colesterolo, radicali liberi, osteoporosi, rischio di sviluppare demenza
Gran parte del merito è da attribuire a 2 fattori peculiari:
- ishokudoghen
- yuimaru
Il primo significa “il cibo è una medicina” e mette in risalto l’importanza della nutrizione come elemento base: la dieta tipica è a base di frutta, verdura, soia e derivati, pesce e alghe konbu.
Il secondo aspetto è tipico di un ambiente isolano: yuimaru indica infatti il senso di appartenza, la consapevolezza di essere importanti per la famiglia e la società, la voglia di vivere, divertirsi, lavorare, la capacità di mantenere forti e numerose relazioni sociali, il restare curiosi ed interessati.
Gli ultranovantenni non smettono di lavorare e praticare arti marziali, sono rispettati ed onorati dalla comunità, circondati da un senso di solidarietà sociale, coltivano la spiritualità e il senso dell’onore.
Mancano o sono rari l’abitudine al fumo e al consumo di alcool, predomina la vita all’aria aperta.
Esistono studi chiari sul fatto che mantenersi attivi, curiosi, interessati, stimolati sia determinante per una vita lunga e sana, insieme ad un’ulteriore fattore: la percezione di sé.
Ciascuno può decidere in ogni istante se esistano motivi per continuare a vivere, se il quotidiano rimane interessante e se le prestazioni del corpo e della mente siano all’altezza delle proprie aspettative.
Un ultimo dato interessante dallo studio su Okinawa evidenzia che quando si emigra svaniscono i benefici tipici dell’isola: i giapponesi di Okinawa trasferitisi in Canada hanno perso parte del vantaggio.
Questo è un valido indicatore del fatto che più del DNA possono l’ambiente, le abitudini, le condizioni di vita, i comportamenti alimentari e culturali; insomma possiamo citare il titolo del secondo capitolo del rivoluzionario testo del biologo Bruce Lipton “La Biologia delle Credenze. Come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula.” (miglior libro scientifico USA 2006 ) : “E’ l’Ambiente, Stupido!”.
