Valdo Vaccaro: il Regime Vegan-Crudista e la mia Vita per la Libertà
In esclusiva per Healthy Blog intervistiamo Valdo Vaccaro, economista, filosofo, scrittore, naturopata e blogger di riferimento per il filone della Health Science in Italia.
Innanzitutto Valdo, dopo il brutto infortunio di fine settembre vicino Lucca, come sta ?
Faccio del mio meglio.
Sto benissimo sul piano funzionale, organi, appetito, metabolismo.
Assai lento invece il recupero del movimento, il chirurgo dell’ospedale di Tolmezzo mi aveva del resto avvertito che l’operazione era stata complessa, con microfrattura al collo del femore, con spiazzamento della precedente protesi del 2007, con dispersione di frammenti di titanio, rame e altri minerali (difetti qualitativi del materiale usato in precedenza, per cui a livello italiano è pure in corso uno scandalo nelle mani dell’avvocato Guariniello di Torino contro la De Puy francese, che è legata alla multinazionale Johnson&Johnson)
Un percorso di vita il suo, particolarmente personale ed indipendente, ce lo riassume in breve ?
Un percorso scolastico e lavorativo assai complesso, particolare e sui generis.
Mi ritrovai a 15 anni con un diploma di perito commerciale-computista che non serviva a niente.
Lavorai per 5 anni facendo gavetta e progressi, dando lezioni, facendo traduzioni.
Rientrai a scuola all’istituto Zanon di Udine in 3° ragioneria con esame di ammissione assai difficile (2 su 40 ammessi), vinsi due primi premi tra tutte le scuole superiori del triveneto su temi riguardanti l’europa nel 1967 e 68.
Rinunciai a un posto superpagato e superimportante al mediocredito per continuare l’università a Trieste (economia e commercio).
La mia tesi su “Il problema della miseria nei paesi sottosviluppati” venne pubblicata dalla rivista “Terzo Mondo” di Umberto Melotti, e richiamò le attenzioni del prof. Luigi De Marchi, Rettore di Sociologia a Trento e presente al mio esame di laurea.
Mi offerse un posto di assistente in Politica sociale ed economica all’università di Gorizia, grossa opportunità di carriera universitaria, ma con stipendio striminzito.
Mi servivano soldi per l’auto, il telefono, lavori di ristrutturazione casa, ecc.
Intanto davo lezioni di italiano ed inglese, e firmavo tutti i giorni articoli per il Messaggero Veneto, quotidiano del Friuli.
In seguito optai per lavorare come Export Manager alle officine riunite di Udine (fabbrica di centrali di betonaggio per l’edilizia) e per tre anni girai intensamente in ogni continente.
Notevole l’intervista concessami dal Dr Chris Barnard a città del capo, poco dopo aver impiantato il suo primo cuore artificiale.
Poi decisi di mettermi in proprio come Market Researcher, aggiungendo alla collaborazione con la mia ditta altre aziende italiane nel settore gru, carrelli elevatori e macchine per testare i calcestruzzi e gli asfalti, auto attrezzature ecc .
Dagli anni 80 in avanti girai l’Asia (zona da me prescelta) in lungo e in largo, con contatti a raffica in ogni capitale e in ogni maggiore città dalla Nuova Zelanda, all’Australia, a Cina, Corea, Giappone. presi residenza a Singapore e poi a Hong Kong.
Non mollai mai quella costante linea di salutismo e igienismo che mi avevano caratterizzato ed accompagnato fin da piccolo, quando ero vissuto nel mio orto, tra i boschi e la vallata del fiume Cormor allora ultra-selvaggio, raccogliendo minerali da riciclare, legname da ardere, patate recuperate nei campi, verdure selvatiche e funghi con l’istruzione dei nonni.
Non abbandonai mai la mia militanza in squadre di calcio regionali (avevo rinunciato a diverse offerte).
Facevo regolarmente dei goal ma dovevo sobbarcarmi tutto il lavoro per mancanza di valido centrocampo e di valide mezze ali, per cui avevo dei sassolini da togliere nella scarpa.
A Singapore conobbi i migliori giocatori del sud-est asiatico e militai per 4 anni nella locale serie A con notevoli soddisfazioni.
Per tenermi in forma facevo anche del tennis con risultati alterni.
Lo sport ed anche la professione erano decisamente funzionali al discorso salute.
Insegnavo vegetarismo, veganismo, crudismo ed etica animalistica sia nel campo di gioco che fuori, nonché durante pranzi e cene di lavoro.
La sua formazione è da autodidatta, perché così tanto studio disinteressato ? Chi sono i suoi maestri ?
Passione ed entusiasmo ininterrotti per i temi etico-morali e salutistici che caratterizzano la Health Science.
I miei maestri da sempre gli alberi, i vitellini e i porcellini sventrati sotto i miei occhi.
Trovando poi per strada Louis Kuhne, Pitagora, Ippocrate, Galeno, Marco Aurelio, Leonardo, Giordano Bruno, Shelton, Florence Nightingale, Antoine Bechamp, Max Pettenkofer, Padre Taddeo, Lezaeta, Ehret, c’è stato evidente arricchimento e tante conferme.
Il suo blog conta ormai più di 5.000 tesine e migliaia di contatti al giorno, come e quando è nata l’idea ? Si aspettava un successo simile ?
Nulla di preordinato.
Ho cominciato a dare risposte singole e a ricevere incoraggiamenti e riconoscimenti da ogni angolo del pianeta.
Mi sono reso conto di fare un lavoro a modo suo unico che nessun altro faceva.
Qual’è la sua opinione della medicina ufficiale ?
Ho molto rispetto ed ammirazione per i medici straordinari che sono sempre esistiti.
Poca e scarsa ammirazione invece per l’ordine medico e la sua arroganza, i suoi legami con Big Pharma, la sua ingordigia, le sue scelte clamorosamente sbagliate, il suo dogmatismo, i suoi appoggi politici e governativi, la sua esclusiva prendi-tutto al riparo delle leggi internazionali e nazionali, la sua incapacità di capire, interpretare e risolvere le malattie, la sua curo-mania sul sintomo e la rinuncia alla cura dei fattori causanti.
Oggi la medicina ha ragione d’essere solo nelle specialità, nelle emergenze, nei pronto soccorso.
Per il resto è un disastro e un fallimento su tutti i fronti.
Tutto sbagliato e tutto da rifare, come diceva il grande Gino Bartali.
Assai grave poi il suo diventare regime sanitario mondiale, il suo creare malattie inventate, la sua arretratezza scientifica che nessun macchinario e strumento è in grado di esorcizzare.
I medici attuali sono tutti bravissimi allievi di una scuola fondamentalmente marcia e sbagliata.
Il suo focus pone molta attenzione all’aspetto nutrizionale, quale modello alimentare consiglia ?
Consiglio il vegetarianismo-crudismo tendenziale e sostenibile, piacevole e personalizzabile.
Le sue indicazioni possono essere riassunte nell’applicazione del Pacchetto o Protocollo Salute, in cosa consiste ?
Aria pura fuori casa e anche dentro le case, acqua leggera e priva di minorali inorganici e pesanti, esposizione solare e cattura energetica dall’atmosfera, come pure dagli alberi che emanano energia radiante positiva, dalla frutta e dalla verdura cruda, cariche di minerale organicato e di vitamine naturali, dieta sobria e variata entro i paletti indicati dal vegan-crudismo tendenziale, pensiero positivo, rispetto per il prossimo a 360 gradi, rendere minimo il nostro impatto e il nostro prelevamento nei riguardi delle risorse di madre natura, autostima, voglia di evolvere e di imparare.
Le scrivono molte testimonianze di miglioramenti, ringraziamenti, guarigioni o remissioni spontanee, cosa ne pensa ?
E’ la conferma che stiamo sul giusto percorso.
E’ la famosa quadratura del cerchio.
E’ la clamorosa promozione della mia Ambulant University che non prende una lira e che non costa un centesimo allo stato, quando la scandalosa classe medica continua a scialacquare risorse su risorse per fare più trapianti, più chemio, più assurdi tentativi guaritivi fallimentari su tutti i fronti.
Un ultimo pensiero per chi aspira ad avere una salute vibrante ?
Apertura mentale, studiare in modo razionale, indipendente ed autonomo.
Saper andare controcorrente dove e quando serve.
Fiducia in se stessi.
Non esistono guaritori e non esistono prodotti magici in cima all’Everest o in fondo agli oceani.
La salute si difende col Protocollo Health Science e con la sobrietà e la saggezza delle proprie scelte alimentari e comportamentali.
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