IL PROF.CAMPBELL AL PARLAMENTO EUROPEO !
Il 31.5.2016, al parlamento Europeo di Bruxelles, Marzo Zullo ed Eleonora Evi del Movimento 5 Stelle, hanno invitato l’organizzazione italiana Be4eat e il Professor Colin Campbell, per illustrare le recenti scoperte in tema di Plant Based Diet.
Di seguito il testo delle 2 ore di dibattito, sintetizzate e aggiustate grazie ad intenso lavoro da Healthy Blog.
Video Youtube a fondo pagina.
MARZO ZULLO M5S:
Ci sono interessi forti e un’economia impostata su lobby e abitudini non salutari.
Dalla salute discende a catena anche il benessere sociale, economico e politico.
ELEONORA EVI M5S:
Temi importanti messi in secondo piano in passato.
Proiezione di Cowspiracy settimana scorsa al parlamento UE.
Alternative praticabili, il concetto della “sustainable meat” è una contraddizione in termini.
NICLA SIGNORELLI FONDATRICE BE4EAT:
38.000 italiani si chiedono cosa possiamo fare con la nutrizione e la spesa di tutti i giorni ?
Movimento dal basso ma che arriva agli ambulatori medici.
Formiamo i medici.
MARCO FIORESE PRESIDENTE BE4EAT:
Volontà di diffusione del messaggio dal basso, anche in tutta Europa.
PROF.COLIN CAMPBELL:
Mi sono accorto che la nutrizione può prevenire e trattare la malattia più efficacemente di qualunque farmaco o pillola.
Se è così perché non riconoscerla come specialità medica ?
Ho iniziato 60 anni fa alla Cornell University.
Proponevo maggior consumo di proteine animali, anche nella mia tesi di laurea.
Finanziamento pubblico per la ricerca in nutrizione è pari a zero.
Non esiste un istituto di ricerca nazionale che si occupi di nutrizione in Usa.
Sono partito da un punto di vista e sono arrivato alla tesi diametralmente opposta.
Prima esisteva un deficit proteico: nelle Filippine, con un mio collega, ho sviluppato un programma di nutrizione per garantire apporto proteico come nel mondo occidentale.
Mi sono però accorto che, nonostante la maggior parte di essi consumassero meno proteine degli occidentali, le poche famiglie che ne consumavano di più avevano una maggiore incidenza del tumore al fegato infantile.
Ricerca in India su cancro al fegato sugli animali:
chi riceveva 20% delle calorie dalle proteine aveva un’incidenza del 100%.
chi riceveva 5% di calorie dalle proteine avevano uno 0% di incidenza.
Domanda: come mai i dati sono questi ?
Ricerca del 1991 sugli animali: variando dal 20% al 5% gli apporti di proteine in modo altalenante, col passare delle settimane notavamo che il cancro si attivava e disattivava a seconda che portassimo il livello di proteine al 20% o al 5%.
Ciò mi faceva pensare che intervenendo nutrizionalmente e variando l’apporto proteico, si poteva ridurre la diffusione del tumore.
Prima fase del cancro: Inizio e Mutazione
Quando inizia il cancro c’è un agente cancerogeno che entra nella cellula, all’ingresso c’è un enzima che lo converte in un prodotto eposside cancerogeno molto reattivo, questo si lega al DNA tramite un processo chimico, questa è la prima fase.
Una dieta ad alto contenuto proteico
- aumenta i cancerogeni che entrano nella cellula
- lega l’agente cancerogeno al DNA
- modifica il carattere dell’enzima che diventa più “efficiente”
- aumenta il danneggiamento del DNA
Normalmente c’è un meccanismo di riparazione naturale del DNA che però viene inibito da alto apporto proteico (quinto effetto).
Seconda fase del cancro: Promozione
L’organismo tramite il sistema immunitario dovrebbe produrre cellule NK natural killer, che uccidono le cellule cancerogene.
Anche questo meccanismo viene inibito dal alto apporto proteico (sesto effetto).
Ne abbiamo studiati 10 di questi meccanismi e in tutti i casi l’apporto proteico ne favorisce l’attivazione o l’inibizione.
Ci siamo concentrati sulla Caseina, proteina del latte vaccino.
Le altre proteine della soia o del frumento non aumentano lo sviluppo del cancro nelle prime fasi, anche quando sono al 20%.
Ci sono oltre 350 papers su questi argomenti.
Abbiamo poi sperimentato da 4% a 20% di proteine e ci siamo accorti che oltre il 10% il cancro si attivava: la proteina quindi crea il cancro solo quando in eccesso al giusto fabbisogno.
Le proteine hanno correlazione anche con malattie cardiovascolari, diabete ecc., in modo analogo: oltre un certo livello causano problemi di salute.
Le proteine sono un agente nutrizionale importante, non saremmo in vita senza, ma il livello sufficiente dovrebbe aggirarsi tra un MINIMO del 5-6% (già dichiarato 75 anni fa dalla scienza) delle calorie totali assunte.
La RDA è stata aumentata fino al 8-9% per aere la sicurezza di ottenere il minimo raccomandato.
Purtroppo in Occidente l’apporto proteico è intorno al 17-18%, quindi è eccessivo!
Che tipo di dieta dà buoni apporti proteici senza creare difficoltà di carenza né problemi di eccesso?
PLANT BASED FOODS: frutta, verdure, legumi, semi, frutta secca.
Per molti anni nella preistoria questa è stata l’alimentazione sufficiente.
Non abbiamo bisogno di più proteine di quelle che possiamo ottenere da queste fonti vegetali.
Quando arriviamo al 18-19% di proteine animali, pensando che più proteine assumiamo meglio è, succedono 2 cose:
- aumentiamo la possibilità di fare danni
- togliamo spazio alle proteine vegetali che potremmo assumere
Valore nutritivo del cibo con proteine animali e vegetali:
gli Antiossidanti sono legati ai cibi vegetali, bloccano l’ossidazione in eccesso; l’eccesso di ossidazione produce prodotti che aumentano cancro, malattie vascolari, invecchiamento.
E’ molto importante avere un apporto di proteine vegetali.
Carboidrati importanti per il transito intestinale.
Vitamine quasi esclusivamente dai prodotti vegetali.
Il cibo raffinato, come zucchero, farina, prodotti da pasticceria, hanno gli stessi effetti negativi.
Queste info si applicano anche ad altre malattie ?
Dalla nostra ricerca risulta che una Whole food plant based diet, con proteine vegetali e cereali integrali, può prevenire, sospendere e curare, anche molte altre malattie, senza effetti collaterali: calcoli biliari, osteoporosi, diabete, ipertensione, obesità, Alzheimer, malattie cardiovascolari..
Da ricerche in 2400 contee cinesi negli anni ’70:
nelle aree ricche le cause principali di morte erano per cancro, nelle aree povere il cancro non compariva.
Nelle aree ricche c’erano alti livelli di colesterolo (indicatore di rischio vascolare e cancro), all’aumentare di esso aumentava l’incidenza di malattie.
Non è una causa certa ma è una correlazione.
Il colesterolo aumenta con assunzioni di proteine animali (uova, latte, carne) più che per la presenza di colesterolo nella dieta.
Serie di studi che dimostrano benefici della dieta vegetale nel breve, medio e lungo periodo:
Perché non ci eravamo arrivati prima ?
Troppo focus sui singoli nutrienti, una sostanza chimica alla volta, per studiare il meccanismo.
E’ il modo di agire che si segue nella produzione di farmaci, ma il farmaco è per una malattia specifica, e nella ricerca pensiamo sempre una sola cosa alla volta, in base a questo creiamo dei medicinali, consigliamo l’uso di singoli nutrienti, presumiamo che se questi singoli nutrienti sono buoni, tutto va sempre bene in qualsiasi modo vengano somministrati.
Ma perdiamo di vista l’insieme.
Le ricerche degli ultimi 30 anni non danno invece buoni risultati in questo senso.
Gli eccessi vitaminici aumentano rischi di specifiche malattie, i supplementi nutrizionali spesso non funzionano, è diverso che assumerli nel cibo.
Il beta-carotene ad esempio, assunto nel cibo diminuisce rischio cancro ai polmoni nei fumatori del 19%.
Ma il beta-carotene supplementato come integratore lo aumenta del 18% !
E’ un’ottica Riduzionista che ci fa concentrare troppo su dettagli fuori contesto, su nutrienti e meccanismi individuali.
Parliamo invece di Wholism (“Completismo”), la cellula è come un universo, da 10 a 100 trilioni di cellule, ognuna ha un universo infinito di reazioni al suo interno.
In chimica parlavamo di metabolismo, di zucchero, di conversione in glicogeno, ecc…
Oggi vediamo invece che molte delle reazioni scoperte vanno considerate come un unico meccanismo, un’idea olistica, Universalismo.
Questi meccanismi sono nella cellula, tra colonie di cellule, negli organi, ed anche tra noi come gruppi di individui.
L’industria farmaceutica e le multinazionali pensano una cosa alla volta.
Potremmo tagliare i costi sanitari del 70/80%, e diminuire i rischi per il futuro !
E avere anche minore impatto ambientale.
Dobbiamo smettere di utilizzare male le informazioni, non cambiare nutrizione e non capire crea grossi danni, il maggiore è il degrado ambientale.
L’Onu, la Banca Mondiale ecc., sanno queste cose, sanno che la scelta del cibo è il fattore più importante nel cambiamento e riscaldamento climatico, nel consumo dei terreni, il cibo è più importante di qualsiasi altro contributo al miglioramento climatico.
I dati li abbiamo.
Riepilogo: il cancro può essere bloccato e curato tramite una dieta a basso consumo di proteine animali; per il diabete ci sono dei dati che dimostrano in alcuni casi, a volte anche in un paio di settimane abbiamo già importanti miglioramenti.
Tutti questi miglioramenti iniziano con i geni.
Ma non dalla dotazione iniziale, bensì dall’espressione dei nostri geni, che è influenzata dalla dieta.
La dieta può dunque modificare il comportamento dei geni: dare indicazione sui singoli nutrienti non è una buona idea.
L’industria cerca meccanismi per una singola malattia, non è questa la strada, dobbiamo studiare i vari meccanismi nel complesso, questa sembra buona scienza ma non lo è.
Può portare a dei problemi secondari, effetti collaterali.
La strada giusta è la dieta!
L’uso eccessivo di medicinali non è una buona cosa, la teoria genetica non è una panacea per il controllo delle malattie, la prevenzione tramite sostanze chimiche non è la via giusta.
L’idea rivoluzionaria è che possiamo fare molto con l’alimentazione, l’insieme, il contesto, è molto più importante di ogni singolo componente.
Le cose che lavorano insieme, in sinergia, producono molti più risultati delle entità individuali, come diceva Aristotele.
Il cibo è la vera medicina.
Oggi abbiamo dimostrazioni di questo concetto olistico, e possiamo agire nel modo più semplice possibile: col Cibo, capendo la Nutrizione !
Dobbiamo diffondere al pubblico queste informazioni, così che la gente possa fare le scelte giuste.
Abbiamo un corso online alla Cornell University, che da anche dei crediti per la formazione medica.
Altri gruppi, come Be4eat, si iniziano ad occupare di questo.
In ogni caso è importante diffondere.
DOMANDE-RISPOSTE:
MARCO ZULLO M5S:
Ringraziamo il Prof Campbell, stamattina si è confrontato col Segretario alla Salute e Sicurezza Alimentare Andrew Curtis e il dibattito è stato interessante.
Sottolineerei l’importanza di un approccio globale, anche a livello politico, bisogna arrivare ad un cambiamento globale, dove ognuno di noi, al proprio livello faccia azioni che possano essere d’esempio.
GIUSEPPE ALBERGHINI, Verona:
Vorrei una sua opinione sull’uso della vitamina C come possibile terapia antitumorale, promossa dal prof. Pauling dagli anni ’70.
PROF.COLIN CAMPBELL:
Ho conosciuto di persona Pauling, ci aveva presentato la sua teoria, ma gli studi a lungo termine di queste considerazioni non hanno avuto riscontro.
La vitamina C ha un senso nel suo contesto ma non abbiamo questo tipo di riscontri dai dati.
DANIELE GHEZZO Venezia:
Mi rivolgo a Be4eat, avete pensato a programmi scolastici per i bambini, per abituarli a concetti di Nutraceutica, Ambientalismo, Salute Naturale ?
NICLA SIGNORELLI Be4eat:
come Be4eat ci stiamo impegnando come divulgazione anche nelle scuole, è un movimento che parte dal basso, facciamo anche un invito all’adesione perché se ci muoviamo insieme anche dal basso, il messaggio arriva.
MASSIMO BONUCCI presidente Artoi:
Ringrazio Campbell per aver esposto il problema alimentare come causa di malattia, in particolare le neoplasie, e la considerazione dell’alimentazione come base per il trattamento.
Secondo me non è più possibile dire ad un paziente “mangia quello che vuoi”.
Perché le proteine vegetali nella stessa quantità delle animali, a suo avviso, non danno il via allo switch verso la neoplasia ?
PROF.COLIN CAMPBELL:
Risulta che le proteine vegetali non attivano questo meccanismo perché hanno quasi sempre 2 amminoacidi in meno delle animali.
L’uomo essendo un animale, ha amminoacidi più simili alla carne.
Hanno determinati amminoacidi che una volta metabolizzati creano acidosi metabolica, che può determinare osteoporosi ecc…
Ci sono una serie di effetti, non tutti spiegati scientificamente.
E’ possibile quindi produrre un effetto negativo se portiamo le proteine solo vegetali al 18-20% ?
La risposta è NO.
Non perché sono di natura diversa ma perché riusciamo a creare una serie di altri acidi, come fenomeno naturale, che è benefico, quindi in qualche modo lo controlliamo.
Potrebbe essere legato all’aumento di infiammazione, all’aumento dell’Igf1 e dell’insulinemia.
RAFFAELLA CIACCHI Trieste:
Elevato apporto proteico può determinare malattie autoimmuni, tipo la spondilite tramandata geneticamente?
PROF.COLIN CAMPBELL:
Non abbiamo informazioni sufficienti a riguardo, ma elementi che portano in questa direzione.
Per le autoimmuni, come sclerosi multipla, artrite reumatoide, diabete di tipo 2, abbiamo dei dati che dicono che ci può essere inversione con un intervento alimentare.
La sclerosi ad esempio, eravamo convinti che fosse progressiva, in passato non si è mai discusso del fatto che la dieta possa avere un impatto sulla SM.
In realtà guardando alcuni studi di lungo termine si nota che la dieta può controllarle la progressione, io ne ho avuto una ventina di pazienti che mi hanno parlato di alcune interruzioni e anche alcune inversioni della patologia.
Non abbiamo dati definitivi ma c’è una letteratura scientifica in questo senso.
Io sono persuaso che comunque ci sia un effetto globale che aumenta il livello di salute di tutto l’organismo, e che quello che dobbiamo fare sia dargli proprio le risorse perché esso possa mantenere un buon livello di salute.
In questo senso l’approccio alimentare vegetale e integrale è volto a questo.
BOLDARI NADIA Pordenone:
Mia figlia è nata con grave alterazioni del sistema immunitario, le medicine non hanno funzionato.
Ho allora provato con l’alimentazione biologica, e mia figlia è guarita.
Da lì ho iniziato a studiare, la macrobiotica, la dieta dei gruppi sanguigni, la medicina tradizionale cinese, ed ho osservato che il cibo non è solo analisi chimica, ma il cibo ha un’energia, misurabile tramite la radioestesia, ed ha delle frequenze elettromagnetiche.
Lei cosa ne pensa ?
PROF.COLIN CAMPBELL:
Ci sono tante cose che ancora non sappiamo, ma la composizione chimica ci da già buone indicazioni sul comportamento di un alimento.
Chi prende un farmaco ad esempio spesso attiva un effetto placebo, lo sappiamo.
Queste forze elettromagnetiche di cui parla, io non le conosco, ma sono una persona molto aperta, ne ho sentito parlare.
MARZO ZULLO M5S:
Sulla necessità di cambiare e informare siamo d’accordo, a livello politico, con eventi come questo, ma ognuno anche al suo livello.
E’ importante che siano veicolati gli elementi giusti, a tutti i livelli.
Io personalmente metterei a scuola qualche ora a settimana di educazione alimentare, per i figli ma anche per i genitori.
MASSIMO BONUCCI pres. Artoi:
Come ARTOI abbiamo fatto uno studio su 2.000 bambini di 7-13 anni in paesi vicino Roma, il dato era che l’obesità era il 29.4%.
Facendo un recall con un campione notiamo già che il dato è sceso del 10-15% solamente avendo fatto informazione.
STEFANO MAGNO Roma:
Riflessione come oncologo: condivido l’idea della diffusione pubblica perché formando solo medici oggi, avremo risultati tra 20-30 anni, e siamo troppo in là.
Ci vuole consapevolezza ma anche motivazione.
Il cibo è anche qualcosa di emotivo.
In questo senso un ruolo fondamentale potrebbero averlo le associazioni di pazienti oncologici.
OLIMPIO ZANCHETTA meetup M5S Treviso:
Sapendo che nei tempi lunghi la selezione della specie umana comprende periodi di difficoltà, in cui l uomo è stato onnivoro per necessità, questo può averle provocato dei dubbi sul fatto che da molto tempo l’uomo mangia carne e prodotti derivati dal latte.
Cosa ne pensa a livello evoluzionistico ?
PROF.COLIN CAMPBELL:
Osservazione importante.
Sappiamo che i cambiamenti culturali hanno bisogno di tempo.
Ma abbiamo studi significativi che dimostrano che quando ci si sposta da un paese con rischio minore a uno maggiore, ci si conforma al nuovo ambiente; noi pensiamo ad un meccanismo di adattamento.
Anche per migliaia di anni si può avere un’alimentazione sbagliata, ma ci si abitua e adatta, questo è un meccanismo che conosciamo.
Ma anche chi sembra avere una preferenza netta, anche culturale, nel seguire il vecchio modello alimentare, quando cambia ha degli effetti positivi.
Comunque, chiunque, se cambia in questo senso ha effetti positivi.
DOMANDA DI UNA STUDIOSA:
Chiarimento sull’olio e sul suo divieto.
Mi occupo di membrane cellulari da anni, vorrei sapere quale tipo di olio, perché ritengo che un extravergine di oliva sia importante proprio per le membrane stesse.
Ho letto no olio nelle sue slide.
PROF.COLIN CAMPBELL:
Risposta complicata.
Ve ne sono di vari tipi: monoinsaturi tipo olio d’oliva, grassi saturi e insaturi, poi va distinto l’olio raffinato dall’olio già presente nell’alimento integrale.
In Usa si usano gran parte degli oli con omega 6, essi hanno alto potere infiammatorio.
I grassi saturi non sono cosi male, l’olio d’oliva non sembra cosi male, ma Harvard negli anni ‘90 ha raffrontato che effettivamente nei paesi mediterranei i casi di cancro a colon e seno sono più bassi, probabilmente anche per l’uso del vostro olio, ma i livelli non sono così bassi come in Cina dove il consumo di olio è molto basso.
Mettendo l’olio d’oliva l’incidenza scende ma non cosi tanto come dove non viene usato.
E’ un tema che va approfondito.
Possiamo dire però che chi abbandona l’olio sviluppa un altro gusto, i cibi senza olio acquistano un gusto diverso, ci vogliono 1-2 mesi per adattarsi.
ANDREA PACCAGNELLI Brescia :
Olio di palma ?
Non dimentichiamoci il potere che abbiamo come consumatori
NICOLETTA DE BELLIS Pordenone:
Mense nelle strutture ospedaliere non hanno alcuna sensibilità.
Vicino Pordenone c’è un centro oncologico che studia il cancro, ma non considera l’alimentazione.
DOMANDA IN LINGUA INGLESE:
Il Pesce ha lo stesso impatto delle altre proteine animali ?
PROF.COLIN CAMPBELL:
Capisco che siamo individui influenzati dall’ambiente, ma la gente non conosce alcune possibilità, è difficile capire che la commercializzazione e le campagne sono strumenti molto potenti di influenza.
Chi darà la giusta informazione al pubblico ?
Le industrie che pensano di essere penalizzate dalle nostre attività cercano di screditare queste informazioni nei circoli politici, di non diffonderle.
Mense ospedaliere, sì alcune iniziano a cambiare, ma molte danno un cibo davvero pessimo.
Pesce: le proteine del pesce sono come le altre proteine animali, per aumento del colesterolo e altro, poi alcuni sono contaminati da metalli pesanti, mancano gli antiossidanti.
Ma ci sono pesci di acqua profonda che hanno buoni grassi omega 3, noi vogliamo minimizzare alcune sostanze come omega 6, ma alcuni con omega 3 sono positivi.
Eccezioni alla nostra visione dunque: occasionalmente yogurt e un buon pesce, di tanto in tanto possono andare.
NICLA SIGNORELLI Be4eat:
Appello alla responsabilità individuale.
Usciamo e parliamone fuori insieme agli altri.
Ognuno nel suo piccolo può fare qualcosa.



