AND, December 2016: La Dieta Vegetariana è ADEGUATA, PREVENTIVA e CURATIVA

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 A Dicembre 2016 la Academy Of Nutrition And Dietetics ha rinnovato la propria Posizione Ufficiale sulle Diete Vegetariane, sulla base di 117 articoli scientifici degli ultimi 15 anni.

Viene sostanzialmente confermata e rafforzata l’adeguatezza di tali regimi alimentari, oltre all’impatto positivo sulla Prevenzione e in molti casi anche la Cura di patologie oggi largamente diffuse.

La AND, Associazione Non Vegetariana di professionisti della nutrizione molto stimata negli Usa, introduce inoltre per la prima volta una sezione sulle Esternalità Ambientali Positive in termini di Sostenibilità.

Di seguito sintetizziamo i punti salienti della traduzione italiana della posizione ufficiale dell’AND, pubblicata sul sito della SSNV (Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana):

ABSTRACT

  • Le diete vegetariane ben pianificate comprese le vegane sono nutrizionalmente adeguate, preventive e benefiche nel trattamento di alcune patologie
  • Sono adatte in tutti gli stadi del ciclo di vita
  • Sono più sostenibili a livello ambientale
  • Vegetariani e vegani hanno minor rischio di sviluppare determinate patologie: ischemie cardiache, diabete 2, ipertensione, obesità, alcuni tipi di cancro, malattie croniche
  • Si nota riduzione del colesterolo LDL e miglior controllo glicemico
  • I vegani devono ricorrere a fonti affidabili di B12

Modelli di Alimentazione Vegetariana

  • VEGETARIANA: può includere o meno uova e latticini
  • LATTO-OVO VEGETARIANA: include uova e latticini
  • LATTO VEGETARIANA: include latticini, esclude uova
  • OVO VEGETARIANA: include uova, esclude latticini
  • VEGANA: esclude uova e latticini, anche il miele
  • VEGANCRUDISTA: consuma solo cibo vegetale, di cui crudo dal 75% al 100%

Risultati immagini per dieta vegetariana

TENDENZE DI MERCATO

  • Il 3.3% degli americani è vegetariano, circa 10.5 milioni
  • Il 6% dei giovani adulti (18-34) è vegetariano, contro il 2% degli over 65
  • AICR (American Institute For Cancer Research) nelle linee guida per la sana alimentazione 2015-2020 dirette alla popolazione americana, raccomanda le diete vegetariane come uno dei tre modelli alimentari salutari

CONSIDERAZIONI NUTRIZIONALI

  • PROTEINE: in genere soddisfano o addirittura superano la quota di proteine raccomandata, se il fabbisogno calorico è rispettato.
  • ACIDI GRASSI OMEGA 3: Mentre le assunzioni di acido alfa-linolenico (ALA) di vegetariani e vegani sono simili a quelle dei non-vegetariani, le assunzioni giornaliere di acidi grassi omega-3 a lunga catena, acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA), sono inferiori nei vegetariani e tipicamente nulle nei vegani.
    Tuttavia, i bambini vegetariani e vegani non mostrano una compromissione dello sviluppo visivo e cognitivo, e i vegetariani e vegani adulti beneficiano di un abbattimento del rischio di patologie cardiovascolari.
    Le fonti vegetali più concentrate di acidi grassi omega-3 sono i semi (lino, chia, camelina, colza e canapa), le noci, e i loro oli.
    L’evidenza suggerisce che i fabbisogni di acidi grassi omega-3 di individui sani possano essere soddisfatti solo a partire dall’ALA, e che la sintesi endogena di EPA e DHA da ALA sia sufficiente per mantenere livelli stabili per molti anni.
  • FERRO: assumono in genere con la dieta le stesse quantità di ferro degli onnivori, o addirittura quantità leggermente maggiori.
    La ferritina sierica (riserva di ferro) è di solito ridotta, diminuendo rischio di sindrome metabolica.
  • ZINCO: i vegetariani adulti hanno assunzioni alimentari di zinco simili o leggermente inferiori, e che presentano livelli ematici di zinco più bassi rispetto ai non-vegetariani, ma comunque all’interno dei range di normalità. Non sembrano esserci conseguenze negative per la salute.
  • IODIO: i vegani che non consumano nessuna tra le principali fonti vegane di iodio, come il sale iodato o le alghe, possono essere a rischio di carenza.
  • CALCIO: le assunzioni di calcio dei latto-ovo-vegetariani in genere soddisfano o superano le raccomandazioni, mentre nei vegani sono molto variabili e talora inferiori alle raccomandazioni.
  • VITAMINA D: Lo stato della vitamina D dipende dall’esposizione alla luce solare e dall’assunzione di alimenti arricchiti di vitamina D o di integratori.
    Fonti di vitamina D a partire dalla dieta e integratori, sono comunemente necessari per soddisfare il fabbisogno di questo nutriente (non solo nei vegetariani, ma nella popolazione generale).
  • VITAMINA B12: La vitamina B-12 non è un componente degli alimenti vegetali.
    I vegani devono consumare regolarmente fonti affidabili, ovvero alimenti addizionati di vitamina B-12 o integratori contenenti vitamina B-12.

DIETE VEGETARIANE NELLA PREVENZIONE E TERAPIA MALATTIE CRONICHE

SOVRAPPESO E OBESITA’

  • Più di 2/3 della popolazione americana in sovrappeso o obesa
  • Adventist Health Study 2, EPIC Oxford Study, Mammography Coort rilevano i maggiori livelli di indice di massa corporea BMI, sovrappeso e obesità tra chi mangia carne, e i minori livelli tra i vegetariani e vegani
  • La ricerca indica che l’uso terapeutico di una dieta vegetariana è efficace per il trattamento del sovrappeso, e può funzionare meglio delle alternative onnivore per lo stesso scopo

PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI

  • Le diete vegetariane sono associate ad una riduzione del rischio di patologie cardiovascolari
  • Migliorano vari fattori modificabili di rischio cardiovascolare: l’obesità addominale, pressione arteriosa, profilo lipidico, glicemia…
  • Provocano diminuzione dei livelli dei markers di infiammazione come la proteina C-reattiva, riducono stress ossidativo, proteggono dalla formazione di placche aterosclerotiche
  • Di conseguenza i vegetariani hanno un ridotto rischio di sviluppare e di morire di cardiopatia ischemica
  • Le diete vegane sembrano essere più potenti nel migliorare i fattori di rischio cardiovascolare
  • Le diete vegane a basso contenuto di grassi e le diete vegetariane, in combinazione con altri fattori dello stile di vita, tra cui l’abolizione del fumo e la riduzione del peso, si sono dimostrate in grado di invertire il processo aterosclerotico
  • Rispetto ai non-vegetariani, i vegetariani hanno una minore prevalenza di ipertensione

DIABETE

  • I latto-ovo-vegetariani e i vegani hanno un rischio inferiore di sviluppare diabete di tipo 2
  • Adventist Health Study: i vegani mostrano una probabilità ridotta del 62% di sviluppare il diabete, mentre i latto-ovo-vegetariani del 38%
  • Secondo una meta-analisi di sei studi clinici controllati, le diete vegetariane sono risultate associate a un miglioramento del controllo glicemico in soggetti con diabete di tipo 2
  • I modelli alimentari vegetariani e vegani caratterizzati da cibi vegetali ricchi di fibre nutrienti, riducono il rischio di diabete di tipo 2 e servono come efficace strumento terapeutico nella gestione del diabete di tipo 2.

CANCRO

  • I risultati dell’Adventist Health Study-2 hanno mostrato che le diete vegetariane sono associate ad un minor rischio di tutti i tipi di cancro, e in particolare a un minor rischio di cancro dell’apparato gastrointestinale.
  • una dieta vegana ha mostrato di essere più efficace di qualsiasi altro pattern dietetico nel ridurre l’incidenza di tutti i tipi di cancro.
  • Recentemente è stato riportato che le diete vegane riducono il rischio di cancro alla prostata del 35%
  • Una meta-analisi di sette studi ha riportato che i vegetariani mostravano un’incidenza di tutti i tipi di cancro ridotta del 18% rispetto ai non-vegetariani
  • Diverse sostanze fitochimiche come sulforafano, acido ferulico, genisteina, indolo-3-carbinolo, curcumina, epigallocatechina-3-gallato, diallil-disolfuro, resveratrolo, licopene e quercetina, contenute in verdura, legumi, frutta, spezie e cereali integrali, possono fornire protezione contro il cancro
  • Lo studio EPIC, che coinvolge 10 paesi europei, ha riportato una riduzione del 25% del rischio di cancro colonrettale per coloro che assumevano la maggior quantità di fibre rispetto a coloro che ne assumevano la più bassa quantità
  • In due grandi coorti statunitensi, invece, è stata osservata una correlazione positiva tra il consumo di carne rossa trasformata e il rischio di cancro al colon-retto
  • In una revisione sistematica e meta-analisi di 26 studi epidemiologici, si è visto che il rischio relativo di sviluppare adenomi colonrettali era di 1,27 volte (il 27% in più) per ogni 100 g di carne rossa al giorno, e di 1,29 volte (il 29% in più) per ogni 50 g al giorno di carne lavorata.

OSTEOPOROSI

  • Studi sull’osso hanno riportato che i vegetariani hanno livelli simili o leggermente ridotti di densità minerale ossea rispetto agli onnivori, e che i vegani in genere mostrano i livelli più bassi. Queste differenze sono relativamente modeste, e sembrano non essere di rilevanza clinica, a condizione che i nutrienti critici siano adeguatamente forniti dalla dieta (D,B12,Calcio,Proteine)

DIETE VEGETARIANE NEL CORSO DEL CICLO VITALE

Le diete vegane, latto-vegetariane e latto-ovo-vegetariane correttamente pianificate sono appropriate, soddisfano le esigenze nutrizionali e promuovono una crescita normale in tutte le fasi del ciclo vitale, compresi la gravidanza e l’allattamento, la prima e la seconda infanzia, l’adolescenza, l’età adulta, l’età anziana, e sono adeguate anche per gli atleti.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

  • I dati limitati disponibili in letteratura scientifica indicano che laddove l’accesso al cibo è adeguato, gli esiti della gravidanza vegetariana, come il peso alla nascita e la durata della gravidanza, sono simili a quelli delle gravidanze non-vegetariane
  • Una dieta materna ad alto contenuto di alimenti vegetali può ridurre il rischio di complicanze nel corso della gravidanza, come il diabete gestazionale
  • Un integratore con un basso dosaggio di ferro (30 mg) è raccomandato in gravidanza
  • Le donne vegetariane in gravidanza e in allattamento hanno bisogno di assumere regolari ed adeguate fonti di vitamina B-12, sia attraverso la dieta che attraverso una supplementazione di vitamina B-12

NEONATI BAMBINI ADOLESCENTI

  • L’allattamento al seno esclusivo è raccomandato per i primi 6 mesi di vita
  • I bambini e gli adolescenti vegetariani presentano un rischio inferiore rispetto ai loro coetanei non-vegetariani di sviluppare sovrappeso e obesità.
  • Il consumo di diete vegetariane equilibrate nei primi anni di vita permette di stabilire corrette abitudini alimentari in modo permanente [8].

ANZIANI

  • L’assunzione di nutrienti degli anziani vegetariani sembra essere simile o migliore rispetto a quella dei non-vegetariani più anziani

ASPETTI AMBIENTALI

  • Le diete a base vegetale sono più sostenibili a livello ambientale rispetto alle diete ricche di prodotti di origine animale, in quanto utilizzano meno risorse naturali e sono associate ad un minor impatto ambientale
  • L’attuale consumo di diete ricche di carne e prodotti caseari a livello mondiale è considerato da alcuni ricercatori non più sostenibile
  • Rispetto alle diete onnivore, le diete vegetariane utilizzano meno risorse idriche e meno combustibili fossili, e utilizzano minori quantità di pesticidi e fertilizzanti
  • Per produrre 1 kg di proteine a partire da fagioli viene utilizzata 18 volte meno terra, 10 volte meno acqua, 9 volte meno energia, 12 volte meno fertilizzanti e 10 volte meno pesticidi in confronto alla produzione di 1 kg di proteine a partire dalla carne
  • Secondo la US Environmental Protection Agency, circa il 70% di tutto l’inquinamento delle acque di fiumi e laghi negli Stati Uniti è il risultato dell’inquinamento da allevamenti
  • La produzione di carne contribuisce in modo significativo alle emissioni di anidride carbonica, di metano e di protossido d’azoto causate da attività umane
  • Per raggiungere l’obiettivo prefissato di una corretta temperatura globale, la diminuzione di emissioni di gas serra necessaria è tale da “richiedere una drastica riduzione del consumo globale a lungo termine di cibo animale”
  • L’uso di antibiotici negli animali da allevamento come promotori della crescita e nella prevenzione e il trattamento delle malattie degli animali ha generato batteri resistenti agli antibiotici. Questa resistenza agli antibiotici può essere trasmessa all’uomo attraverso il consumo di alimenti di origine animale ed è ad oggi un importante problema di salute pubblica.

RUOLI RESPONSABILITA’ RISORSE PER I PROFESSIONISTI

  • Il programma ChooseMyPlate promosso dal Ministero dell’Agricoltura degli Stati Uniti propone menu latto-ovo-vegetariani e vegani,
  • Risorse per professionisti e consumatori evidence-based sono disponibili sul sito web del Vegetarian Nutrition Dietetic Practice Group’s (vegetariannutrition.net ).
  • Tutti i professionisti della nutrizione hanno l’obbligo etico di rispettare le abitudini alimentari vegetariane, così come farebbero con qualsiasi altro modello alimentare.

SITI WEB

CONCLUSIONI

  • Le diete vegetariane correttamente pianificate forniscono un adeguato apporto di sostanze nutritive in tutte le fasi del ciclo vitale, e possono anche essere utili nella gestione terapeutica di alcune malattie croniche.
  • La composizione nutrizionale complessiva, come valutata dall’Alternative Healthy Eating Index, è in genere migliore nelle diete vegetariane e vegane rispetto a diete onnivore.
  • Rispetto alle diete non-vegetariane, le diete vegetariane possono fornire una protezione da molte malattie croniche, come le malattie cardiovascolari, l’ipertensione, il diabete di tipo 2, l’obesità e alcuni tipi di cancro.
  • Inoltre, una dieta vegetariana potrebbe conservare maggiormente le risorse naturali del pianeta e causare un minore degrado ambientale.

Fonti:

http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/AND_ital.html

http://www.eatrightpro.org/~/media/eatrightpro%20files/practice/position%20and%20practice%20papers/position%20papers/vegetarian-diet.ashx

http://www.eatright.org/

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