Food Enzymes: Pre-Digestione, Cibo Cotto, Dr Howell e Ipertrofia Pancreatica
Tutte le forme di vita sulla terra sono sostenute dall’energia del sole.
Essa infatti fornisce oltre al calore, l’energia raccolta e immagazzinata dalle piante a foglia verde, dai frutti e dai semi.
Il metabolismo di tutti gli animali dipende principalmente dal metabolismo degli enzimi delle piante che forniscono la loro sussistenza.
Sofisticati processi chimici coinvolti nella crescita delle piante sono possibili solo in presenza di enzimi, catalizzatori senza i quali nessuna forma di vita animale o vegetale potrebbe esistere; essi hanno due funzioni distinte:
1. il continuo processo metabolico per il mantenimento dei tessuti e delle normali funzioni corporee
2. la digestione dei cibi
Gli enzimi:
• sono più presenti in gioventù e calano con l’età
• crescono nelle malattie acute, sono sempre scarsi nelle malattie croniche
• la loro attività richiede la presenza di caldo e umidità e varia con le temperature e il grado di acidità presente; alcuni funzionano in ambiente acido, altri preferiscono condizioni neutre, alcuni alcaline
• l’attività degli enzimi raggiunge il massimo livello negli stati febbrili, che accompagnano le infezioni acute, per permettere la massima attivazione dei meccanismi di difesa del corpo
• oltre i 42° degradano e muoiono, lo stesso avviene se il cibo è cotto oltre i 48° per più di mezz’ora
• la cottura asciutta e conservativa non distrugge enzimi fino ai 150°.
Esistono dunque Enzimi Esogeni, contenuti nel cibo crudo, con ruoli importanti, non solo nei processi digestivi, ma anche perché, assorbiti dalla linfa e dal flusso sanguigno, integrano la produzione di enzimi all’interno del corpo.
Il Dr Edward Howell, autore di “Food Enzyme for Health and Longevity” fu il maggior esperto di Food Enzyme.
In passato era già esistita una schiera di ricercatori convinti che il cibo crudo fosse superiore per l’uomo, poiché contenente un fattore vitale, una forza vitale di qualche tipo; ma il Dr Howell trovò l’anello mancante chiedendosi “e se fossero gli enzimi?”
Gli enzimi esistono infatti nel cibo fresco e crudo, non solo per svolgere i processi metabolici necessari durante la vita della pianta (o dell’animale), ma anche per la decomposizione dei suoi tessuti cosicché essa possa tornare alla terra al termine del suo ciclo vitale.
Tale processo di decomposizione è detto Autolisi ed è universale in Natura.
Quando il cibo fresco è cotto, in grande o piccola parte, si converte di nuovo in materiale inorganico e, più è lunga e alta la cottura, meno nutrimento e più tossicità esso fornirà.
Al contrario, quando il cibo fresco e crudo è ingerito, il processo di autolisi, invece di procedere nel terreno, avviene nella parte alta dello stomaco umano (alcuni animali hanno uno stomaco separato adibito a questa funzione), ad una velocità superiore per le condizioni di calore e umidità presenti in esso e ideali per l’azione degli enzimi autolitici contenuti nel cibo stesso.
Tale processo può durare fino ad un’ora: quando una notevole azione pre-digestiva è avvenuta, il cibo passa nella parte inferiore dove incontra i succhi gastrici deputati alla rottura delle proteine; in questa fase gli enzimi in varia misura, diventano inattivi.
Qualunque sia la natura del cibo crudo, proteine, carboidrati o grassi, i necessari enzimi autolitici, proteasi, amilasi, lipasi, sono già presenti nel cibo stesso, per iniziare il processo digestivo.
L’unico enzima pre-digestivo prodotto dal corpo è la ptialina che spezza gli amidi ed è presente già nella saliva quando si mangiano cibi amidacei; essa inizia la rottura dell’amido in zucchero.
Nessuno prima del Dr Howell però si era interrogato sul perché il pancreas umano fosse fino a 3 volte più grande se correttamente comparato a quello degli altri animali.
Si è anche chiesto come mai gli animali che mangiano cibo fresco e crudo non hanno problemi di colesterolo, e perché gli Eschimesi, mangiatori di carne e grassi crudi, abbiano livelli di colesterolo molto bassi e nessun problema di grasso nel sangue.
La risposta giace proprio nel processo autolitico enzimatico che avviene nella parte alta dello stomaco attraverso gli enzimi contenuti nel cibo stesso.
Quando essi sono presenti tutto funziona bene, ma quando sono distrutti dalla cottura e dunque mancanti, il pancreas deve svolgere un lavoro addizionale per produrre enzimi endogeni che svolgano il processo digestivo saltato.
Da notare che il pancreas degli animali vira verso l’ipertrofia allorché la loro dieta viene cambiata verso il cibo cotto, riscaldato, denaturato, e carente di enzimi.
Inoltre l’azione dei food enzyme, permette una miglior e completa rottura del cibo prima dell’assimilazione da parte dell’intestino, riducendo dunque il lavoro del fegato e permettendo una miglior efficienza metabolica a tutto l’organismo.
Tali osservazioni di vari ricercatori come Harvarth, Murray, Heinbecker, Rabinowitch, Urquhart e altri, sono descritte nel paper “Lipase versus Cholesterol” (1983) del Dr Howell.
Inoltre, quando impropriamente digerite, le sostanze presenti nel cibo, entrando nel flusso sanguigno, creano una reazione difensiva, in quanto vengono considerate antigeni per il corpo; tale reazione detta Leucocitosi, consiste in un attacco da parte dei globuli bianchi, che mediamente triplicano nel sangue dopo un pasto cotto; vedi Kauchakoff e la Leucocitosi Post-Prandiale.
E’ preferibile che il cibo sia dunque mangiato a temperatura corporea; se troppo caldo o troppo freddo l’azione pre-digestiva non può avvenire finché esso non sia stato riscaldato o raffreddato alla temperatura alla quale gli enzimi lavorano.
Dr Oliver Alabaster, professore associato di Medicina e direttore del Cancer Research George Washington University, nel suo libro “What You Can Do To Prevent Cancer”(1985), precisa che vari mutageni si formano a seguito della cottura dei carboidrati. Anche un semplice gesto come tostare il pane è dimostrato creare mutageni chimici attraverso un processo noto come “browning reaction” (doratura).
Esso avviene anche quando si friggono le patate o il manzo e quando si riscalda lo zucchero.
Dr Howell verificò inoltre che la salute e la longevità del corpo dipendono dall’efficienza metabolica, che a sua volta dipende interamente dall’azione degli enzimi, e dunque, la giovinezza e la vitalità sembrano direttamente proporzionali ai livelli enzimatici contenuti nei tessuti del corpo e nel sangue.
Per riassumere: quando il cibo cotto è consumato si salta un’intera e importante funzione digestiva e si richiede uno sforzo extra al sistema digestivo, consumando le riserve enzimatiche vitali del corpo stesso.
Tale sforzo è sì sostenibile, ma determina oltre all’ipertrofia pancreatica, l’ingrossamento del fegato, variazioni nelle gonadi, ghiandole surrenali, pituitaria, altre ghiandole endocrine, e cambiamenti negli organi vitali; ciò conduce inoltre a minor vitalità e vecchiaia prematura.
Dr De Lacy Evans:
“La frutta matura, fresca e gustosa non è mai la causa di malattia; piuttosto gli acidi presenti nei vegetali abbassano la temperatura del corpo, diminuiscono l’ossidazione e dunque gli scarti del sistema, rendono necessarie meno ore di sonno, aumentano l’attività della persona, e raramente si sperimenta la fatica e la sete;…. la causa di invecchiamento è in qualche modo rimandata ben al di là dei settanta anni.”

va bene….diciamo che mi sembra tutto plausibile…anche perché da quando mangio soprattutto frutta e verdura mi sento meglio, con piu energia e vitalità.
però mi chiedo (scusa
la banalità) nella pratica come si fa a mangiare crudo o quasi al tempo stesso scongiurando il pericolo di intossicazioni?
basta il vecchio caro bicarbonato?
quali sono alternative facili a carote, sedano, finocchio e frutta in genere?
Sembra che l’aspetto intossicazioni sia sopravvalutato ultimamente.
Abbiamo un pò tutti questa psicosi della chimica nei vegetali, ma dobbiamo ricordarci che l’80/90% del nutrimento della pianta viene dal sole, dall’aria e dall’acqua, e solo in minima parte dal terreno; ed inoltre che le radici sono radar intelligenti che sanno filtrare e selezionare ciò che è nutrimento da ciò che non lo è.
Se si riesce a mangiare biologico, bene, altrimenti, considerando anche i costi impegnativi, è sufficiente lavare il vegetale sotto l’acqua corrente, e magari, se non ci si fida, togliere buccia o parte esterna .
Usare continuamente il bicarbonato forse è esagerato.
Chiaramente non parlo di terreni radioattivi (casi rarissimi), dai quali non dovrebbe essere preso niente di commestibile.
Infine, se parliamo di tossicità, difficilmente troveremo nei vegetali e nella frutta più tossicità di quella che c’è nell’animale, la cui carne, benchè cotta, è ricca di putrescina, cadaverina, acido urico ecc…; da non dimenticare che la cottura crea ulteriori tossicità, vedi anche acrilammide http://it.wikipedia.org/wiki/Acrilammide .
Non dimentichiamoci inoltre che la vitamina B12 o cobalamina, importante per l’organismo anche se in quantità quasi impercettibili, si produce anche da batteri presente nei terreni, dunque l’eccesso di sterilizzazione del cibo potrebbe provocarne perfino una carenza.
Per le alternative facili alle solite verdure, chiedi un consiglio all’ortolano di fiducia 🙂
Buongiorno, più su è stata fatta la seguente osservazione:
la cottura asciutta e conservativa non distrugge enzimi fino ai 150°.
In merito vorrei capire cosa si intende esattamente per “cottura asciutta e conservativa” inoltre non capisco come sia possibile che se una temperatura superiore ai 48° determina la morte degli enzimi questi possano sopravvivere fino ai 150° solo cambiando le condizioni di umidità. Mi piacerebbe sapere di più sull’argomento: come si è arrivati a queste affermazioni; è possibile avere un riferimento bibliografico? Grazie
Buongiorno Noemi e grazie della domanda.
Trattasi di un articolo di quasi 3 anni fà.
Per cottura asciutta e conservativa probabilmente ci si riferisce al forno.
Gli spunti se non andiamo errati sono stati presi dal testo di Ross Horne “Health and Survival in 21st century”.
Rimandavano agli studi del Dr Howell, che ha scritto “Food Enzymes for health and longevity”
Sono testi datati quindi potrebbero esserci anche degli errori.
Trovi entrambi su amazon:
https://www.amazon.com/Health-Survival-21st-Century-Horne/dp/0732257743
https://www.amazon.com/Enzymes-Health-Longevity-Dr-Edward-Howell/dp/0941524280
Speriamo di esserti stati utili.
Saluti