TRIO SANTINI: Resoconto della Nostra Prima Gara di Triatlhon
Il 16.7.17 partecipiamo alla gara del Trio Santini – Triathlon Sprint di Senigallia, con Riccardo e Maurizio.
Da ormai 3 mesi avevamo deciso di provare, nonostante non fossimo esperti, non avessimo il materiale tecnico né dei tempi particolarmente eccelsi nelle singole discipline.
Il tempo non ci interessava granché, ci interessava Completare la Gara, Raggiungere il Traguardo.
Il giorno della gara la sveglia è alle 06.45.
Colazione:
- 1 bicchiere d’acqua
- 1 fico bianco
- ½ banana
- tazza di orzo e latte vegetale al cocco
- 3 fettine di pane col miele
- 1 manciata di nocciole del Piemonte
- 1 bicchiere d’acqua
Ogni cosa è pronta già della sera prima, si parte.
Siamo a Senigallia intorno alle 8.15, parcheggiamo, saliamo in bici e ci avviciniamo al luogo del ritiro pacchi gara e della partenza.
Nel sacco troviamo ogni cosa utile: adesivi da attaccare a bici, casco e borsa, pettorale di gara, tatuaggi per spalla e gamba, borraccia e materiale informativo vario.
Il mare è molto mosso e il vento spinge a 27 km/h da Nord-Est.
Si rumoreggia sin da subito che toglieranno la frazione di nuoto, sostituendola con 2.5 km di corsa, trasformando la gara in un Duathlon.
Effettivamente il nuoto non è praticabile: il mare di Senigallia all’interno degli scogli ha un’acqua troppo bassa, mentre all’esterno i cavalloni sono davvero improponibili e metterebbero a rischio l’incolumità degli atleti.
Dopo poco infatti arriva l’ufficialità: non si nuota, si corre, ulteriori 2.5 km ad inizio gara al posto del nuoto.
Un’altra ½ banana e una manciata di nocciole, acqua, finiamo di prepararci, lasciamo le borse in zona apposita, posizioniamo le bici in zona cambio e siamo pronti.
Leggero riscaldamento di corsa e in fila in batteria.
Partiamo alle 10.04, batteria 4, pettorale 395.
I primi 2.5 km di corsa sul lungomare di Senigallia sono andanti, ci facciamo prendere un po’ dall’entusiasmo e dal fatto che la prima frazione è breve e siamo freschi, e così entriamo in zona cambi in 12’50’’, cioè 5’13’’ al km.
Un po’ troppo veloci per chi si allena sui 5’50’’.
Zona cambio rapida per frazione in bici, occhiali, caschetto e via.
In bici partiamo subito molto forte per i nostri standard, il lungomare, il fatto di essere ancora in pancia al gruppo e l’entusiasmo della prima volta ci fanno spingere forse più del dovuto, tocchiamo punte di 39 km/h con vento forte.
Il vento e alcuni dossi stradali danno fastidio, ma la sofferenza arriva dopo il sottopasso, quando usciamo dal lungomare e andiamo in direzione Monterado: ancora più esposizione al vento, meno copertura, alcuni gruppi vanno via e non riusciamo a tenerli.
Incrociamo una ragazza caduta, che torna indietro a piedi un po’ dolorante.
Facciamo un pezzo con un gruppo misto di maschi e femmine, poi lo perdiamo, Maurizio si stacca e faccio l’ultimo pezzo prima dell’intergiro da solo, appena girato, decido di rallentare, mangio un frutto, e aspetto il gruppo seguente dove ci riuniamo.
Si ricomincia a tirare, il vento al ritorno è anche peggiore, dolori e stanchezza iniziano a farsi sentire.
Cerchiamo di stare in gruppo fino quasi al cavalcavia per rientrare sul lungomare, poi respiriamo un attimo e finiamo di bere le nostre borracce, per averne a sufficienza per i 5 km di corsa finale.
Chiudo la frazione in bici in 46’20’’, ma i nostri conta km dicono che il tratto era di almeno 23 km invece che 20.
Riaggancio la bici, lascio il casco e gli occhiali, aspetto 3’’ Maurizio e ripartiamo insieme.
Tutto compreso iniziamo l’ultima parte fuori dalla zona cambio dopo 1h 1’ 06’’.
Subito dolori muscolari e scoordinazione la fanno da padroni.
Leggero fastidio al polpaccio destro mi impone un inizio lento e tranquillo.
Non siamo in affanno a livello respiratorio, ma il maggior sole rispetto alla partenza, un’ora di esposizione al vento, e la frazione di bici si fanno sentire, a livello muscolare, articolare e mentale.
Siamo oltre i 6’ al km, ma andiamo costanti e riusciamo anche a parlare con qualche addetto e qualche atleta.
2 rifornimenti, uno all’inizio e uno a metà percorso, ci aiutano a sentire meno la stanchezza e la sete.
Giriamo intorno al porto di Senigallia, passiamo sotto alle docce aperte, e al rientro sul lungomare sentiamo di potercela fare.
Negli ultimi 2 km qualcuno ci supera, qualcuno invece lo raggiungiamo, non ne abbiamo più molta ma un leggero allungo finale ci fa guadagnare qualche posizione.
Entriamo in spiaggia seguendo i tappeti blu, la speaker chiama il nostro nome, le persone applaudono e ci incitano, completiamo la gara con le mani alzate e un sorriso in 1h 31’ 19’’.
3 mesi di lavoro, allenamenti, confronti, messaggi, acquisto di materiale tecnico, consigli dai più esperti.
A tratti pensavamo “si può fare”, altre volte “siamo troppo lenti, fuori tempo massimo”, ma l’intensificazione degli allenamenti nelle ultime settimane ci ha aiutato.
La settimana prima abbiamo provato una simulazione con tempi un po’ alti e una certa sofferenza, ma di sicuro quella prova è stata un buon gradino per essere più pronti nella gara ufficiale.
Col senno di poi avremmo dovuto allenare di più le transizioni e il doppio allenamento, soprattutto dalla bici alla corsa, che rimane un momento duro e difficile da gestire; dispiace per non aver potuto nuotare.
Mi piace sottolineare il fatto di non aver preso neanche un integratore, neanche un gel, neanche una barretta, come invece in molti mi consigliavano di fare.
Alimentazione Vegetariana con Pesce 2/3 volte a settimana, frutta di stagione e frutta secca più volte al giorno, acqua in abbondanza.
Niente carne, latte o caffè dal 2011.
Il tempo forse non è un granché?
Il risultato invece Sì.







