Estrattori di Succhi, Verdure e Colon Irritabile
Alessandro M. chiede:
L’utilizzo dell’estrattore di succhi può aiutare l’intestino nella metabolizzazione delle verdure? In altre parole consente di ottenere il succo, che mantiene tutte le sostanze nutritive della verdura, separandolo dalla polpa e dalle fibre che possono invece creare fastidi?
Da un po’ di tempo ho problemi di intestino irritabile che (almeno credo) potrebbero essere legati anche ad un eccessivo consumo di verdure per cui ho praticamente dovuto interromperne l’assunzione. Grazie!
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L’estrattore di frutta e verdura, oltre ad avere il vantaggio di sprecare meno cibo rispetto alla centrifuga, senza peraltro scaldarlo, permette di separare il succo dalla fibra.
Questo procedimento ha vari vantaggi:
- digestione più rapida
- assenza di leucocitosi rispetto all’introdurre cibo cotto
- meno energia da destinare al processo digestivo e conseguentemente più energia per le altre attività, compresa la detossificazione e l’autoguarigione
- minor senso di sazietà dovuta all’assenza della fibra e quindi più spazio per assimilare i nutrienti.
Sia il Dott. Gerson che il Dottor Rege Gianas, esperti nella terapia con i succhi, sostengono l’importanza, in fasi patologiche serie, di utilizzare questo escamotage per permettere al corpo di ingerire più nutrienti nella stessa unità di tempo: in uno stesso giorno, grazie all’estrattore, si riesce ad assumere molto più succo vitaminizzato, mineralizzato, clorofillizato di quanta frutta e verdura intere si riuscirebbe a mangiare.
Questo in sostanza accelera i benefici derivanti dall’assunzione del cibo.
La sindrome del colon irritabile o colite è la più benigna della patologie infiammatorie a carico della mucosa del colon, ma non per questo i suoi sintomi sono meno fastidiosi per chi ne soffre. Viene aggravata da fattori come cattiva alimentazione, stress e ansia.
I sintomi del colon irritabile includono crampi addominali, stitichezza alternata a diarrea, meteorismo, gonfiore addominale, alitosi, digestione lenta e laboriosa.
Per avere la meglio bisogna ripristinare l’equilibrio dell’intestino e del colon in particolare.
Bisogna scegliere cibi che riducano l’infiammazione e il gonfiore e stimolino la corretta attività intestinale tra cui patate lesse, riso, frutta e verdure ricche di fibre digeribili (carote, melanzane, zucchine, mele, pere, susine dolci, cachi maturi, uva e fichi), cereali integrali tra cui l’avena.
Ridurre drasticamente o meglio eliminare, almeno pro-tempore, carboidrati raffinati, caffè, thé, proteine animali.
Venendo alla tua domanda, in realtà le fibre non dovrebbero creare fastidi, bensì esse hanno un ruolo importante nella digestione: assorbono le tossine dal colon, che diversamente entrerebbero nel circolo sanguigno affaticando l’organismo (spossatezza), favoriscono la defecazione e la motilità intestinale.
Le fibre vegetali sono dunque importanti ma, in questo momento, non le sopporti.
Ecco la necessità di ricorrere ai centrifugati o agli estratti, ad esempio di carote e sedani: il succo fresco di carota è un toccasana per ridare tono e funzione all’intestino.
Nella fase iniziale, puoi ricorrere pure per qualche giorno a qualche passato di verdure, al purè di patate, al cavolfiore e al cavolino di Bruxelles cotti al vapore, perfino al riso bianco.
Poi ci deve essere un graduale inserimento di frutta di stagione e di verdure fresche, selezionando quelle che il tuo sistema sopporta meglio: mirtilli, lamponi, fragole, ciliegie, valerianella, radicchio, ravanelli, rucola, asparagi, cavolo crudo, finocchio.
Il filone igienista ti suggerirebbe anche un’acceleratina con un digiuno di 2/3 giorni a base di acqua e succo d’arancia o limone a piacimento.
Quando tornerai a regime da ricordare la frutta lontano dai pasti, la verdura cruda ad inizio pasto e no ai prodotti raffinati.
Fin qui il livello fisico-organico.
L’intestino però, dotato di una rete nervosa di tutto rispetto, conta oltre 100 milioni di neuroni che gestiscono le sue attività e si collegano al cervello tramite il sistema nervoso vegetativo; questa rete nervosa è stata battezzata dai neuro-anatomisti che più recentemente l’hanno studiata, Secondo Cervello.
E’ anche l’organo che più di altri risponde, come accennato in precedenza, alla situazione emozionale dell’individuo; è una cartina di tornasole del nostro stato di salute globale in quanto non solo strettamente legato alla materia organica (cibo) che vi facciamo passare all’interno, ma anche al nostro equilibrio emozionale-mentale, al nostro stato d’animo insomma.
Se volessi integrare anche un lavoro di tipo emozionale segnaliamo di scegliere una o più delle seguenti tecniche:
- Emotional Freedom Technique (EFT)
- Logosintesi
- Yoga nelle sue declinazioni più meditative (tipo Kriya Yoga)
- Meditazione Trascendentale
- Osteopatia Viscerale
- Fiori di Bach
- Omeopatia
- Ascolto di Neuro Audio Training di tipo riequilibrante e rilassante
- Respirazioni profonde per qualche minuto ogni giorno
- Stare di più all’aria aperta.